domenica 16 giugno 2019

Articolo tratto dal Mattino di Padova del 13/01/2014:

Articolo_giornale_12-01-2014

PADOVA. Il colore della casacca è l’amaranto che per oltre 40 anni ha evidenziato nelle corse podistiche di mezzo mondo gli atleti del Cus Padova.Il nome, Gs Gino Belfiori, riporta subito alla memoria un grande dell’ambiente podistico padovano e non solo. Quel Gino Belfiori da Camerino, partigiano e maratoneta, morto lo scorso anno all’età di 89 anni dopo aver corso le più importanti maratone del mondo. Non potevano scegliere di meglio alcuni podisti ex Cus Padova per continuare l’attività sotto il nome di colui che della sezione podistica universitaria ne fu l’ideatore, il fondatore ed infine il presidente per il primo ventennio. Rendendo così all’indimenticato Gino il giusto merito per gli insegnamenti ricevuti sul piano sportivo e soprattutto umano.
Il gruppo sportivo Gino Belfiori è stato presentato ufficialmente ieri mattina alla trentuinesima edizione della marcia di Fiumicello di Campodarsego, a cui il nuovo sodalizio ha partecipato con una cinquantina di affiliati, vincendo la classifica riservata alle società. Ne fanno parte alcuni di coloro che per anni hanno animato il Cus, supportati da decine di nuovi appassionati.
Gli affiliati oggi raggiungono quota 50 e non è escluso che nel corso della stagione il numero aumenti.
Lo spirito del gruppo è quello dell’amicizia e della goliardia che Belfiori riuscì ad infondere fin dal 1973, quand’era direttore della mensa universitaria e decise di mettere insieme un gruppo di baldi giovani, perlopiù studenti, per partecipare alle marce domenicali. A presiedere il nuovo gruppo di runner è stato chiamato Silvano Valentini. Il segretario è Diego Paolin, il web master Mauro Mazzaro. Due i consiglieri: Francesco Oliva e Antonio Formica.
Il sodalizio dispone già di un sito web (www.ginobelfiori.it) dove si possono trovare i raduni a cui partecipa. Domenica prossima, ad esempio, il Gs Gino Belfiori sarà al via del noto Trofeo Sant’Antonio Abate di Monteforte d’Alpone (Verona). Un raduno che richiamerà tra i vigneti del Soave classico oltre 15 mila persone.

Gianni Biasetto

 

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